Trovare il momento perfetto per la raccolta delle cime è essenziale se vogliamo ottenere il massimo dalle nostre piante. In questa fase anche una piccola svista potrebbe causare problemi a tutto il raccolto. Noi non vogliamo che i nostri sforzi siano stati inutili e la nostra pianta merita un giusto trattamento. Gli errori commessi in questa fase sono influenzati dalla poca esperienza. Infatti, spesso può portare a gestire in modo sbagliato le ultime fasi della nostra pianta. Per evitare che anche voi commettiate gli stessi errori, abbiamo creato una pratica guida. Leggendola potrete imparare a raccogliere le cime come dei professionisti del settore
Per tutti i coltivatori la raccolta delle cime è un momento magico. Non tutti sanno però, che ancora prima di poterle assaporare bisogna trattare la cima. La raccolta segna il momento che il ciclo di vita delle piante di cannabis è ormai volto al termine. E’ giunto il momento di procedere con il raccolto e se sarà ben fatto potrete sprigionare tutto il potenziale delle vostre infiorescenze. Leggendo la nostra guida diventerete dei professionisti in grado di riconoscere il momento perfetto in cui la vostra pianta ha raggiunto il picco del suo ciclo di sviluppo.
I segnali
Le piante di cannabis quando sono pronte inviano chiari messaggi. Un coltivatore professionista dovrà stare attento a tutti i segnali che la piantina manda nelle ultime settimane di fioritura. La caduta e l’ingiallimento delle foglie è un primo segno. In questo momento la pianta sta attraversando il suo periodo di senescenza.
Oltre a questo, le dimensioni e la produzione di resina cessano di aumentare. I pistilli si accartocciano su se stessi e seccano, assumendo una colorazione prevalentemente arancione. Fate molta attenzione a questi segnali
Indoor
Dando un’occhiata sulle confezioni dei semi che avete acquistato saranno segnate una stima dei tempi di maturazione della pianta. Questi sono dati approssimativi ma sono piuttosto precisi.
Consigliamo di evitare di coltivare semi prodotti da dispensari poco affidabili o trovati sul fondo di una busta di marijuana. Le Genetiche instabili difficilmente vi daranno buoni risultati.
Comunque sia la maggior parte delle varietà di cannabis fotoperiodiche coltivate indoor è pronta per la raccolta delle cime dopo 8-12 settimane di fioritura a ciclo di luce 12/12. La storia è un po diversa per le autofiorenti. Queste varietà possono essere raccolte in appena 8-10 settimane dalla germinazione, con un ciclo di luce costante di 18/6.
Outdoor
Coltivando all’area aperta le fasi di sviluppo delle piante saranno dettate da madre natura. I semi devono essere piantati nella stagione ideale per ottenere i risultati migliori. Le ore di luce Solare che diminuiscono naturalmente stimolano le piante ad innescare la fioritura. Il periodo perfetto è iniziare verso primavera/estate, per avere il raccolto pronto verso l’inizio di ottobre. Non per altro, nel Triangolo di Smeraldo (Emerald Triangle, al nord della California) ottobre viene anche chiamato “Croptober” (da “crop”, raccolto in inglese).
Le piante con genetica sativa possono richiedere un pò più di tempo e pazienza e, all’incirca, fioriscono in 3-4 mesi. Gli ibridi e le varietà a predominanza indica sono molto più veloci, sono pronte in 2-3 mesi di fioritura. Coltivare la cannabis fotoperiodica all’aria aperta richiede diverse ore di lavoro da parte del coltivatore. In totale il tempo da aspettare sarà all’incirca di 9 mesi.
In questi anni, in realtà, le autofiorenti ganno avuto un enorme successo tra i coltivatori Outdoor. Queste piante fioriscono automaticamente con l’età e non per variazione delle ore di luce ricevute. Sono varietà dalla crescita molto più controllabile e spesso possono rappresentare l’unica opzione per coloro che vivono in regioni con climi più freddi, con estati brevi. Inoltre, si possono ottenere più raccolti all’anno.
Il momento migliore
La soluzione migliore e quella di procurarvi un microscopio tascabile. Il metodo più preciso per valutare se la cannabis è pronta per essere raccolta è osservare lo stadio di sviluppo dei tricomi. Il miglio momento per procedere alla raccolta delle cime è quando il capo sferico del tricoma, ha assunto un colore bianco lattiginoso. Questo è il momento migliore per ottenere il massimo dalle vostre piante
Un tricoma trasparente è sintomo di immaturità e quando si inscurisce vuol dire che il THC si sta degradando. Come regola generale, le varietà sative devono essere raccote quando i tricomi sono in parte lattiginosi e in parte trasparenti. Questo sarà utile per ottenere un “high” estremamente euforico e stimolante. Invece, le varietà indica, devono essere raccolte quando i tricomi sono in parte ambrati e in parte lattiginoso. Maggiore sarà la prevalenza ambrata maggiore sarà la strafattanza. I tricomi assumono queste tonalità più ambrate quando il THC viene convertito in CBN.
Lavaggio delle radici
Tutte le colture di cannabis esprimono il loro massimo potenziale solo quando vengono sottoposte ad un buon lavaggio di radici prima del raccolto. Quando mancano circa 2 o 1 settimana alla raccolta delle cime , bisogna interrompere la concimazione delle piante e procedere innaffiando con grandi quantità di acqua.
In questo modo il gusto della vostra Ganja sarà molto più gradevole, visto che il lavaggio consente agli accumuli di sali e fertilizzanti di fuoriuscire. Se non viene fatto in maniera corretta o addirittura superato, il prodotto finale risulterà sgradevole e molto pungente sulla gola.
Come raccogliere le cime
1) Tagliare
Solitamente i coltivatori applicano diverse tecniche di potatura e piegatura per aumentare le rese produttive. Come consiglio generale è sempre opportuno procedere a un taglio ramo per ramo e non tagliare i fusti principali alla base. Cercate di asportare i rami laterali tagliandoli vicino al fusto principale.
2) Rifinitura
Tagliare poco a poco tutte le ramificazioni lasciando il fusto intatto. Un piccolo segreto da professionisti è quello di cominciare dall’alto verso il basso. Questo è particolarmente comodo se le piante che dobbiamo tagliare sono diventate molto grandi. Le foglie più grandi prive di resina e i rami sono materiale di scarto, ma possono comunque essere riciclati per compost e/o infusioni. Iniziate a tagliare queste parti e, una volta rimosse, passate alle infiorescenze appiccicose. Maneggiate con cura e il meno possibile le cime. Cercate di sostenerle dal ramo.
Le foglioline ricoperte di resina sono un pregiato materiale con cui fare un ottimo hashish, per cui cercate di rimuoverle con attenzione, evitando di rovinare le cime sottostanti. Una volta tagliate, mettetele in un sacchetto di carta. Quando le foglioline che circondano le cime e le porzioni di ramo prive di fiori non vengono rimosse, si possono creare le condizioni ottimali per muffe e funghi. Inoltre, le foglioline rovinano l’aspetto e i sapori del prodotto finale.
3)Essiccazione
L’essiccazione deve avvenire lentamente e in un luogo buio e asciutto. Solitamente va bene un periodo di 10-15 giorni. La luce solare degrada il THC. Le cime più grandi mettetele dento a scatoloni di cartone mente quelle medie e piccole dimensioni in sacchetti di carta. Potete anche appenderli all’interno del guardaroba attaccate su corde tese. Se inserite le cime in scatole ricordate di scuoterle almeno una volta al giorno
Questa fase è veramente delicata e l’inesperienza miete molte vittime durante l’essiccazione. L’importate è mantenere una condizione ambientale ottimale. Temperature sui 20 C° e 50% di umidità relativa. Eventualmente mettete un deumidificato
Gli scarti
Conservate tutte quelle foglioline ricoperte di cristalli che avete tagliato vicino alle cime. Mettete da parte questi scarti ed essiccateli in sacchetti di carta marrone, come quelli usati per le cime “popcorn”. Lasciateli essiccare per una o due settimane, trasferiteli dentro ad un tupperware a chiusura ermetica e metteteli in freezer. Questo vi farà guadagnare tempo fino a quando non avrete deciso in che tipo di concentrato trasformare quelle foglioline ricoperte di cristalli. Con gli scarti resinosi si possono ottenere magnifici pollini, BHO e Shatter.
