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Cura della pianta di cannabis: insetti e parassiti pt1

Gli attacchi di insetti e parassiti per le nostre piante possono essere fatali. Ogni grower deve essere pronto per vincere questa guerra, che il più delle volte a causa della disinformazione prende una brutta piega. Purtroppo, un invasione di piccoli organismi è sempre possibile, infatti, un grower non deve mai abbassare la guardia.

Se seguite i consigli riportati qui sotto, sarete pronti per proteggere le vostre piante di cannabis. Moscerini del terriccio, trip o mosca bianca, qui troverete tutte le migliori contromisure.

ACARI

Abbiamo già parlato di questo piccolo, ma fastidioso insettino. Tra gli amanti del giardino, quello degli acari è un fastidio immenso. La prevenzione è un’arma molto efficace contro questa specie di acaro. In Italia è comunemente chiamato “Ragno rosso”. Comunque, il controllo regolare può essere una soluzione per impedire un infestazione

COME RICONOSCERE I RAGNI ROSSI

Gli acari rossi sono parassiti della pianta dalla lunghezza compresa tra 0.2 e 0.5 mm. Ci sono molte specie di acaro, e a differenza degli insetti hanno otto zampe puntate vistosamente tutto attorno al corpo. Hanno una forma a pera, con un corpo di color giallo-verdastro, marrone o rosso. Gli acari spint prosperando in un ambiente caldo e secco e prediligono piante che sono sotto stresse indebolite dalla carenza di acqua. Bucano la parete di cellule dei germogli, dei fiori e dei frutti e li prosciugano. Di conseguenza le cellule non riescono più ad avere abbastanza nutrienti, con risultati inevitabili.

SINTOMI RAGNI ROSSI

Il problema dei ragnetti è che con il clima adatto si moltiplicano molto velocemente. In un anno si succedono fino a nove generazione ed ogni femmina può deporre anche 80 uova insieme. I sintomi di una infestazione si possono osservare fin da subito. Infatti, gli insetti nutrendosi della pianta stessa saranno la causa di debolezza della pianta. Dopo un invasione la pianta presenta macchie sulla parte superiore della foglia, ma con infestazione seria la pianta sarà ricoperta di ragnatele.

PREVENZIONE

Qui la prevenzione è la miglior cura. Quindi iniziate tenendo le piante in ambienti umidi. Se scoprite una infestazione , rimuovete le parti infestare manualmente il prima possibile. Quindi, sciacquate la pianta attentamente con una soluzione di alcol e denaturato e saponata.

Se l’infestazione è persistente, allora la miglior soluzione è usare dei prodotti specifici. Tuttavia, si deve fare attenzione con queste sostanze perché sono dannose anche per gli umani. Dovete anche tener a mente che grazie alla rapida successione di generazioni, gli acari rossi possono essere molto resistenti. Spesso, il problema sono le uova!

Potete anche scegliere di usare un nemico biologico per contrastarli, come uno dei vari acari predati e insetti, coccinelle, e crisopidi.

BRUCHI

I bruchi sono larve di farfalle. Questi insetti hanno un’importante ruolo nell’ecosistema, infatti, oltre a rimuovere una grande parte di materie vegetale, sono fonte di cibo per moli predatori.

I bruchi crescono rapidamente è consumano una gran quantità di materiale vegetale come cibo. Hanno un corpo dalla struttura caratteristica che ha ben poco a che fare con altre larve. I bruchi anche se appaiono goffi e carini hanno una grande varietà di tecniche per sfuggire dalle grinfie dei predatori.

SINTOMI

Foglie arricciate, o foglie rosicchiate e bucate. Il danno causato dai bruchi che si nutrono avviene generalmente in tarda estate e autunno.

PREVENZIONE

Ci sono una varietà di metodi e prodotti per affrontare efficacemente i bruchi. I bruchi tendono ad arrotolarsi in una foglia. Con un singolo bruco il problema viene affrontato facilmente rimuovendolo a mano. Ma nel caso di una vera infestazione potrete usare un batterio, il Bacillus thuringiensis, per attaccare i bruchi. Questo batterio interferisce con l’assorbimento del cibo da parte del bruco, che di conseguenza smette di nutrirsi e muore.

Decis: spruzzare quando la temperatura è sopra ai 15° C e quando non è prevista pioggia per le 6 ore successive. Inzuppare completamente le piante dall’alto al basso. Ispezionare le piante dopo 10 giorni. Se ci sono ancora dei bruchi vivi, ripetere il trattamento. Prodotto: Decis (da non confondere con Confidor). Dose: 10ml ogni 15 liti d’acqua.

CICALE [EMPOASCA DECIPIENS]

L’estate è un periodo in cui le cicale (Empoasca decipiens) sono problematiche. Il colore della cicala è verde chiaro. In alcuni casi, danneggiano le foglie o i boccioli di fiori di una pianta, assorbendo linfa dal mesofillo della pianta (il tessuto molle sotto la superficie della pianta responsabile della fotosintesi).

In questo modo creano righe di macchioline sulle foglie e fiori. Il valore del raccolto può essere molto colpito. In caso di infestazioni persistenti la maggior parte delle foglie della pianta morirà. Inoltre, alcune cicale sono portatrici di virus e batteri, e comunque secrescono tossine che causano deformazione della pianta.

CICLO VITALE

In una coltivazione in serra una singola generazione d cicale matura in 5/6 settimane. Gli insetti adulti sono lunghi da 2 a 3 mm ed in gran parte delle specie sono di colore verde. Una cicala femmina depone fino a 50 uova durante il suo ciclo vitale. Le uova sono riconoscibili, sono di colore bianco di forma allungata. Vengono deposte nei tessuti delle venature sulle foglie e nello stelo.

PREVENZIONE

Combattere le cicale al momento è possibile solo con mezzi chimici

INSETTI MINATORI (LEAFMINER)

Esistono tre tipi di leafminer e, generalmente, si tratta di insetti infestanti e fitofagi; il leafminer del pomodoro (Liriomyza bryoniae), il leafminer della Florida (Liriomyza trifolii) e il leafminer del grano (Liriomyza huidobrensis). In condizioni normali le loro larve sono tenute sotto controllo grazie al parassitismo che si instaura con altre specie di insetti. Ma i problemi con i leafminer sono aumentati a causa di un uso diffuso di pesticidi ad ampio spettro. Infatti, i loro nemici naturali vengono eliminati e i leafminer sviluppano un sistema di difesa nei confronti di questi pesticidi.

CICLO VITALE

Gli stadi di sviluppo dei leafminer sono; stadio embrionale (uovo), tre stadi larvali, stadio pupale e stadio adulto. I leafminer adult sono piccoli, gialli e con macchie nere sulle ali. Le larve riescono ad insediarsi nelle foglie nutrendosi di essa. La fa pupale si sviluppa sotto terra.

SINTOMI

le larve letteralmente scavano delle profonde gallerie nella piante, indebolendo la struttura; sicuramente la perdita di forze e materiale vegetale non è a favore della resa finale . Le piccole punture che fanno le femmine adulte per alimentarsi creano danni estetici. Muffa o batteri possono insediarsi in queste piccole ferite ed essere una delle cause di deterioramento

MOSCERINI DEI FUNGHI

I moscerini dei funghi fanno parte della famiglia degli Sciarcoidea. Hanno l’aspetto di piccole mosche, con antenne sottili e zampe lunghe. In particolare sono le larve a provocare la maggior parte dei danni.

BIOLOGIA

Gli ambienti preferiti dei moscerini dei funghi sono umidi e caldi. All’interno di una serra hanno tutto ciò che gli serve per sopravvivere per oltre un anno.

Dopo l’accoppiamento la femmina depone dalle 50 alle 200 uova che si schiudono in 2-3 giorni. Le larve, nel giro di 3 settimane, passano allo stadio terminale.

Le larve si sviluppano in pupa nel suolo e ricompaiono dopo tre giorni come moscerini adulti. Con temperature superiori ai 24° C, si riproducono continuamente, con un ciclo vitale di 3-4 settimane, rapidamente. Le larve non si nutrono solo di tessuto organico morto quali muffe ed alghe, ma anche su materiale vivo come il tessuto di radici e steli. Scavano nelle radici e/o nello stelo di talee, germogli e giovani piante. Grazie al danno causato durante l’alimentazione, si fanno strada una quantità di infezioni secondarie, dando un’occasione alle malattie della pianta come il Pithium, la Phytophtora, il Botrytis, il Fusarium e il Verticillium.

DANNO

Le larve causano un danno diretto nutrendosi di radici e steli – possono persino scavare dei fori attraverso a questi. Un danno indiretto è invece causato dalla diffusione da parte delle larve di nematodi, acari, spore di muffe e virus.

PREVENZIONE

  • Rimuovere tutto il materiale organico morto e usare compost di buona qualità.
  • Acaro Hypoaspis: l’acaro Hypoaspis è un predatore di terra specializzato nello scovare le larve di moscerino dei funghi.
  • Atheta coriaria: Lo scarabeo predatore Atheta coriaria è un predatore del moscerino estremamente vorace ed efficiente.
  • Steinernema-System: Il Steinernema-System (utilizzando i nematodi) può essere usato con successo contro i moscerini dei funghi.
  • Nematodi: I vermi tondi o nematodi invadono le uova e le larve del moscerino dei funghi per riprodursi.

MOSCHE BIANCHE

Le mosche bianche si nutrono delle radici delle piante. Questi danneggiano la pianta che li ospita rovinando il floema. La pianta perde forze come risultato, inoltre reagisce male alla saliva tossica delle mosche bianche.

Le mosche vivono in grandi gruppi e infatti possono decimale le piante molto velocemente. Quando l’infestazione diventa persistente i sintomi sono visibili. Questi insetti espellono una sostanza, che può diventare una fonte di cibo per le muffe, mentre il fatto che questa sostanza è appiccicosa può causare probleim alla pianta.

Una delle specie più conosciuta è la Mosca bianca delle serre (Trialeurodes vaporariorum) ed è un insetto parassita delle coltivazioni nelle serre. Altre specie molto conosciute sono la mosca bianca delle patate dolci (Bemisia argentifolii) e la mosca bianca Banded winged (Trialeurodes abutiloneus).

PREVENZIONE

Non è molto semplice combattere le mosche bianche. Infatti molte specie hanno sviluppato una resistenza a vari pesticidi. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti d’America raccomanda la prevenzione delle infestazioni usando degli agenti biologici, quando possibile.

La soluzione migliore è combatterle con l’aiuto dei suoi nemici naturali, come la famiglia degli Ichneumonidae. Praticamente depongono le propria uova all’interno degli insetti come le mosche bianche e iniettano una sostanza paralizzante, in modo che la larva possa nutrirsi dell’insetto inerme.

TRIPIDI

Sono insetti microscopici e non sanno volare molto bene, tuttavia riescono a raggiungere luoghi molto elevati, sfruttando le correnti termiche. In condizioni ottimali, i Tripidi si riproducono e si moltiplicano molto rapidamente.

Dotati di un apparato boccale a pungiglione utilizzato per perforare le cellule e succhiarne il nutrimento, portandole alla morte. A differenza dei pidocchi non rilasciano alcuna sostanza velenosa all’interno della cellula, ma aria. Progressivamente la pianta incomincerà ad assumere una colorazione grigia ed un aspetto secco a causa della disidratazione delle cellule prosciugate. Questi insetti sono in grado di spostarsi rapidamente da una pianta all’altra, causando danni considerevoli in breve tempo.

Il Tripide depone le uova nel tessuto fogliare, e queste schiudono in 8 giorni. Le giovani larve sono di colore biancastro e vivono in gruppo. Allo stadio finale del loro ciclo vitale, si espandono sull’intera foglia. Dopo 14 giorni entrano nello stadio pupale.

Le specie più comuni di Tripidi sono i Tripidi a Strisce delle Serre (Parthenothrips dracanae) e i Tripidi del Tabacco (Thrips tabaci).
I Tripidi Californiani sono particolarmente difficili da combattere a causa della loro resistenza a diversi insetticidi.

I Tripidi Californiani si trovano più facilmente nelle serre, ma durante il periodo estivo possono causare problemi anche all’esterno. Tuttavia, non è chiaro se possa sopravvivere all’aperto in un inverno europeo. I Tripidi Californiani, generalmente, sviluppano il loro stadio di pupa sottoterra o in luoghi riparati, ma a volte si possono riscontrare anche sulle foglie e sui fiori. Il ciclo vitale va dalle 2 alle 3 settimane, quando la temperatura si aggira intorno ai 20°-30°C. I Tripidi Californiani sono diffusori di TSWV (Tomato Spotted Wilt Virus), virus che affligge diverse piante, compresi il crisantemo e l’amaryllis.

CARATTERISTECHE

  • dimensioni: circa 1.3-1.4 mm;
  • colorazione del Tripide adulto: tra il giallo e l’arancione;
  • i Tripidi adulti si trovano prevalentemente nella sezione principale della pianta;
  • le loro antenne hanno 8 segmenti (visibili con lente d’ingrandimento);
  • i capolini e i germogli del fiore possono subire una deformazione seria della crescita;
  • in presenza di fiori o cime, i Tripidi possono anche impollinare;
  • lo stadio pupale, normalmente, avviene sottoterra;
  • non entra in diapausa (ibernazione in condizioni avverse);
  • possono diffondere infezioni virali.

PREVENZIONE

Per iniziare, è molto importante che regoliate il livello di umidità intorno al 75-80%, così che l’infestazione si diffonda meno rapidamente: i Tripidi sopportano malamente un elevato livello di umidità. Ma questo, di per sé, non è sufficiente per sbarazzarsi di questi insetti. Un rimedio semplice può essere il lavaggio della pianta con una soluzione di sapone liquido delicato (20g per litro) e 10cc di alcool denaturato. Se questo non vi darà i risultati sperati, la seguente tecnica potrebbe esservi d’aiuto: se siete alla ricerca di un metodo biologico potete provare con insetti predatori, che potete acquistare in negozi specializzati. Questi si nutrono di parassiti tra cui Tripidi e acari, i più efficaci sono:

  • Amblyseius cucumeris: acaro marrone chiaro, molto mobile, che preferisce lavorare ad alti livelli di umidità dell’aria e a temperature intorno ai 25°. Dall’incubazione nell’uovo allo stadio adulto passano circa 8-11 giorni, a seconda della temperatura. Questo acaro predatore vive in media 18-21 giorni. Caccia i Tripidi nella loro fase larvale e li disidrata per suzione. Per questo motivo è consigliabile rilasciare alcuni di questi predatori, come misura preventiva ad eventuali infestazioni, su ogni nuova piantagione – ve lo raccomandiamo.
  • Amblyseius degenerans: acaro predatore leggermente più grande del ‘fratello” Cucumeris. Il ciclo vitale è paragonabile a quello del Cucumeris. Il Degenerans è più mobile, meno sensibile alla temperatura e prospera in ambienti meno umidi. Il Degenerans, rispetto al Cucumeris, si trova più comunemente sulle cime, ma caccia i Tripidi come il suo parente. L’elevata mobilità, la bassa sensibilità alla temperatura e al contenuto di umidità nell’aria, la sua abilità a nascondersi nel fiore/cima sono le caratteristiche che rendono il Degenerans più efficace del Cucumeris, specialmente in condizioni di bassa umidità. Lo svantaggio è che il Degenerans è più difficile da reperire, quindi più costoso e non sempre disponibile.
  • Orius laevigatus: insetto predatore veloce, di colore marrone scuro, grande 1-3mm e con caratteristici occhi rossi. Il ciclo da uovo ad adulto dura circa 2-3 settimane; l’insetto adulto vive dalle 3 alle 4 settimane. La velocità di questo ciclo, così come la durata della vita, dipende dalla temperatura. Come i Degenerans e i Cucumeris, l’Orius è capace di cacciare la popolazione di Tripidi, in condizioni accettabili, e spesso li sradica completamente. E` altamente raccomandato l’utilizzo dell’Orius ai primi segnali di Tripidi. Quando l’infestazione di Tripidi è debellata, l’Orius può nutrirsi anche di altri insetti, frequenti nelle stanze di coltivazione, quali ragnetto rosso, afidi e mosca bianca. Cos’altro aggiungere? L’Orius è l’unico nemico naturale che attacca sia le prede in stato larvale che il Tripide adulto. L’Orius disidrata la preda per suzione, è un cacciatore aggressivo e vorace, conosciuto spesso per la sua capacità di cacciare le prede non necessariamente per mangiarle.
  • Chrysopa carnea: della famiglia dei Crisopidi (Lacewing), la larva di questo insetto è veramente vorace e succhia fino a completa essicazione – un vero e priprio cacciatore. Le larve sono molto attive per 12-13 giorni e, in questo periodo di tempo, possono fare notevoli passi avanti nella disinfestazione di prede parassitarie (mosca bianca, Tripidi, afidi). Sebbene la Carnea sia meno efficace contro i Tripidi e sia maggiormente utilizzata per controllare le infestazioni di afidi, le larve di questa specie dei Crisopidi sono principalmente utilizzate per la loro straordinaria capacità di affrontare le fluttuazioni di temperatura ed umidità dell’aria. Il rilascio preventivo di questa specie non ha senso, infatti bisogna rilasciarli solo quando i parassiti sono visibili, dal momento che le larve si spostano velocemente, allontanandosi da luoghi privi di prede.

CONCLUSIONE

Complimenti per aver completato la prima parte dell’approfondimento sugli insetti e parassiti fastidiosi per le piante. Sono molte le specie invasive e per non creare confusione questi elencati sono i principali e i più comuni tra i grower. Continua ad informarti e ricorda che puoi chiedere assistenza al nostro team in qualsiasi momento, puoi contattarci via email o attraverso i nostri canali social

Un saluto da Plantasikula e Buona crescita !

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