Quando parliamo di plantula ci riferiamo alla pianta di cannabis appena nata. Una volta che il seme di cannabis si apre, la radice principale, chiamata fittone, esce dal seme può essere trasferito nel terreno o in qualsiasi altro substrato. Il seme si trasforma in plantula che cresce fino ad emergere dalla superficie. Questo è un momento speciale quasi magico per chi per la prima volta vede questo fenomeno.
Nella loro fase di plantula, tutte le varietà di cannais sembrano uguali. In questa fase è praticamente impossibile differenziare la genetica della piantina. Una volta germinato il seme e che la radice a fittone si sarà allungata a sufficienza appariranno le prime serie di foglioline. Man mano che crescerà, l’involucro del seme si staccherà da solo, ma a volte potrebbe essere necessario intervenire con molta delicatezza. Queste foglioline chiamate “cotiledoni”, iniziano a crescere sulla sommità della plantula e hanno uno scopo ben preciso. Ovvero, lo scopo è quello di raccogliere energia solari per avviare la fotosintesi clorofilliana.
Successivamente, dal centro delle cotiledoni inizieranno ad emergere altre foglioline, con sembianze molto più riconoscibili alle foglie di cannabis. La fase di plantula è molto breve e ci vogliono circa du settimane che le giovani piante si trasformino in vere e proprie piante. Tecnicamente la fase di plantula fa parte della fase vegetativa, ma Plantasikula consiglia di prendere questo fenomeno separatamente per dare alla piantina appena nata tutto ciò che serve per crescere.
La plantula ha bisogno di un attenzione maggiore per le loro dimensioni e per la loro fragilità. In questa fase gli errori che si commetto influenzeranno l’intero ciclo di coltivazione.
Questi sono i nostri suggerimenti e trucchi per affrontare al meglio questa fase
CONTENITORE DI CRESCIA PER UNA PLANTULA
Una volta germinati possiamo pensare a piantare il nostro seme. Le dimensioni del vaso per le plantule dovrebbero essere relativamente piccole. Si può utilizzare un bicchiere di plastica ad esempio. Una volta uscita dal terreno e cresciuta per circa una settimana, le plantule possono essere trasferite in vasi più grandi. Se la plantula è lasciata per un periodo troppo lungo in contenitori piccoli, le radici incominceranno ad aggrovigliarsi per la mancanza di spazio. Questa, infatti, è una situazione da evitare, perché le radici non saranno più in grado di assorbire le sostanze nutritive e l’acqua potrebbe non drenare correttamente.
E’ da considerare che la plantula sviluppa la radice a fittone che diventerà rapidamente molto lunga. Quindi, dando spazio a sufficienza la pianta riuscirà a stabilizzarsi e a diventare più forte. Importante è il drenaggio del vaso che deve essere forato sul fondo per non avere acqua stagnante.
Molti coltivatori preferiscono posizionare le plantule fotoperiodiche direttamente nel vaso, dove completeranno la loro fioritura. In questo modo si riducono al minimo gli stress creati dallo shock del trapianto. Spetta al coltivatore decidere, dato che si possono ottenere ottimi risultati in entrambi i casi. Una cosa è certa, le varietà autofiorenti non dovrebbero essere mai trapiantate, ma coltivate in un unico vaso fino all’ultimo giorno della loro fase di fioritura.
SUSTRATO PER LA PLANTULA
La qualità è un fattore essenziale. I terreni argillosi dovrebbero essere sempre evitati per la loro capacità di trattenere l’acqua. infatti, se si usa un terreno troppo drenante il terreno non tratterrà l’acqua e alla fine la vostra plantula seccherà. Plantasikula consiglia di scegliere un terreno con tessitura soffice e aperta, di colore scuro e ricco di sostanze nutritive, in grado di trattenere l’acqua senza diventare troppo fangoso dopo essere stato innaffiato.
E’ fondamentale non usare terreni trattati con grandi quantità di fertelizzanti. Un eccesso di nutrienti potrebbero diventare tossiche per la nostra piantina appena nata. Sebbene molti substrati colturali pre-concimati funzioni molto bene per le plantule, il loro contenuto dovrà essere minimo.
IRRIGAZIONE
La plantula deve essere sottoposta ad un ambiente molto umido per crescere correttamente. infatti, nelle prime 1-2 settimane il terreno dovrebbe risultare sempre umido e bagnato. Tuttavia, non si deve inzuppare, altrimenti le condizioni della nostra piantina ne risentiranno. E’ semplice e il consiglio che vi diamo noi di Plantasikula è quello di osservare e toccare il terreno. Quando il terreno sembra gracido vuol dire che avete esagerato con l’acqua, mentre se si se il terren sembra secco e si stacca dalle pareti dovete aggiungere dell’acqua.
Nel caso stiate coltivando una autofiorente e il vaso è molto più grande di quanto richiesto per la plantula, non preoccupatevi, concentratevi ad innaffiare direttamente vicino al gambo. In questo modo l’acqua riuscirà a scendere delicatamente verso tutta la radice a fittone. Ovviamente, non stiamo neanche dirvelo, bisognerà controllare il pH dell’acqua. Quest’ultimo, dovrà rientrare nell’intervallo 6,0-6,5. Un altro consiglio ai coltivatori Outdoor è quello di irrigrare la plantula verso la fine della giornata quando il sole è meno potente. Infatti, l’acqua potrebbe fungere da lente e da termoconduttore e surriscaldare la piantina.
PLANTULE DI CANNABIS E LUCE
Quando le giovani plantule vengono coltivate direttamente all’aperto, possono essere posizionate direttamente sotto il sole senza nessun problema. Tuttavia, i coltivatori indoor potrebbero trovarsi di fronte ad alcune sfide. Quando le giovani piante vengono poste sotto lampade potenti possono subire un forte stress e mostrare una crescita più stentata. Se le luci vengono poste troppo lontane, le plantule tenderanno ad allungarsi nel tentativo di avvicinarsi il più possibile alla fonte luminosa. In quest’ultimo caso le piante svilupperanno rami più lunghi ed esili. Ciò può anche accadere quando la superficie del terreno è troppo in profondità all’interno del vaso.
Alcuni coltivatori indoor preferiscono posizionare le plantule sotto lampadine CFL perché non generano troppo calore. Le normali luci a LED o le lampade HPS funzionano bene per questa fase, a condizione che le plantule ricevano una luce meno intensa di quella che riceveranno durante la fase vegetativa. Le plantule sono come i bambini: non sono in grado di gestire le quantità normalmente consumate da un adulto.
Il calore emanato dalle lampade può essere eccessivo. La temperatura ideale per le plantule è di circa 20-25°C. 18 ore di luce e 6 di buio andranno più che bene. Quando le giovani piantine ricevono poca luce, perdono colore e diventano deboli. Se invece ne ricevono troppa, possono surriscaldarsi e correre il rischio di bruciarsi, un fenomeno chiamato “saturazione luminosa”. Ciò significa che le piante stanno ricevendo più energia di quella realmente richiesta per crescere correttamente.
