La cannabis è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle canna-baceae. Si tratta di una pianta indigena dell’Asia centrale, del nord ovest dell’ Himalaya e della Cina. Durante gli scorsi 10.000 anni, grazie agli sforzi agricoli dell’essere umano, si è letteralmente sparsa su tutto il globo. Si tratta di una delle piante coltivate più anticamente e in accordo ad alcune fonti- della più antica. La cannabis ha innumerevoli usi e viene coltivata per scopi differenti in Asia, Europa, Nord e Sud America, Australia ed Africa.
La cannabis è una pianta con fiori dioici e ciò significa che alcune piante sono maschio ed altre femmina. Le piante maschio producono polline e maturano approssimativamente un mese prima delle piante femmina, le quali catturano il polline nei pistilli e, una volta impollinate, producono i semi. Nel corso del tempo l’essere umano ha coltivato anche varietà monoiche, che presentano cioè fiori maschili e femminili sulla stessa pianta. Queste varietà vengono coltivate specialmente per la fibra e per le semenze. Corde e spaghi, tessuti, carburanti, carta e molti altri prodotti possono essere fabbricati a partire dalla fibra presenti negli steli. La cannabis- o la canapa_ può essere anche adottata come materiale da costruzione ( cemento di canapa) o come isolante. I semi possono essere utilizzati (interi o spremuti) nell’industria alimentare, o come componenti in differenti miscele per mangimi, mentre l’olio che ne risulta viene sfruttato principalmente nell’industria alimentare o cosmetica.
Effetti
Diversi usi tecnici della cannabis sono interessanti, ma ancor più interessanti sono i principi attivi presenti nella resina della pianta. Molti di questi hanno effetti terapeutici su un gran numero di patologie. Per migliaia di anni la cannabis è stata utilizzata come medicina. Questa tradizione a partire dagli anni sessanta, è andata via via scemando come risultato del proibizionismo che ha colpito questa pianta stupefacente. IN anni pià recenti, la situazione, gradualmente, è cambiata in meglio, ed un certo numero di paesi ha cominciato a riconoscere la cannabis come medicina, legalizzandola per scopi medici e qualche volta per scopi ricreativi.
In ogni caso, in molti paesi, il percorso verso una completa legalizzazione sarà lungo. La ragione? Gli effetti psicoattivi della cannabis.
MARIJUANA
La cannabis può avere differenti aspetti. La cannabis industriale, conosciuta come canapa, viene utilizzata nell’industria alimentare, nella cosmesi, nelle costruzioni ed in altri campi, e contiene un basso contenuto di tetraidrocannabinolo (THC)- normalmente circa lo 0.2%. L’infiorescenza secca della cannabis, conosciuta volgarmente come marijuana, presenta invece un alto contenuto di THC, ed è utilizzata per fini ricreazionali, come ad esempio indurre intenzionalmente stati di differente percezione della realtà- come l’euforia. La marijuana medica, cannabis o canapa, che dir si voglia, viene adottata esclusivamente nelle applicazioni terapeutiche.
In accordo con il dipartimento delle Nazioni Unite sulla Droga ed il Crimine (UNODC), nel 2014, approssimativamente 183 milioni di persone hanno consumato marijuana, circa il 2,6 % della popolazione mondiale. Questi dati continuano ad aumentare, tanto che attualmente nessuno può determinare con precisione quante persone consumino marijuana. E’ certo, comunque, che il pericolo legato al consumo di cannabis, se riferito alla salute e alla dipendenza, sia molto meno importante quando comparato con altre droghe legali di facile accesso quali tabacco, alcol o benzodiazepine (es Valium).
Ad oggi non esiste nemmeno un caso confermato di morte dovuto a overdose di cannabis- una persona dovrebbe poter consumare approssimativamente 9 grammi di puro THC per chilogrammo del suo peso corporeo. Considerando che oggi la varietà con maggiore contenuto di THC disponibili raggiungono circa il 25% di ThC, una persona di 70 kg dovrebbe consumare 2.520 grammi di THC in un’unica volta, o comunque durante un singolo giorno. E ciò non è nemmeno concepibile a livello teorico.
Nonostante tutto, è necessario trattare la marijuana con attenzione. Mentre sotto la sua influenza, alcune persone si godono stati di beatitudine e di piacevole relax, altre possono esperire stati spiacevoli di ansia dopo aver sperimentato questo tipo di stati, smetterò di sperimentare ulteriormente panico o stati ansiogeni, spesso la marijuana non è indicata.
VARIETÀ
Fra botanici non esiste un accordo completo riguardo le varietà di cannabis esistenti. Un gruppo afferma trattarsi di una specie monotipica, la Cannabis sativa L., e considerano la cannabis come una specie singola comprendente piante di cannabis con differenti morfologie e diversi contenuti a livello di cannabinoidi. Un altro gruppo afferma che la cannabis sia una specie politipica, nel senso dunque che ne esistono differenti varietà. Secondo questa teoria, esistono tre tipi di cannabis: Cannabis sativa, Cannabis indica e cannabis ruderalis. Al giorno d0oggi, la disputa sulla classificazione della cannabis è al centro di dissertazione animate in quanto sostanza medicinale.
Per i semplici coltivatori e per gli esperti di coltivazione indoor, l’aspetto interessante posa sulle differenze morfologiche delle diverse varietà di cannabis. Per il nostro obbiettivo, adesso, è meglio dividere le piante in Cannabis sativa, Cannabis indica e Cannabis ruderalis- questa divisione anche se probabilmente imprecisa da un punto di vista botanico, verrà mantenuta durante tutto il nostro viaggio. Sotto l’aspetto del coltivatore + importante sapere quanto in alto le piante si sviluppano, quanto tempo necessario per raggiungere la maturazione, che aspetto hanno ed infine quale sia l’ambiente a loro più congeniale. Sotto questa prospettiva quello che rimane cruciale è quanto stabile sia la varietà che sceglieremo di coltivare, non come si comportava la sua antica progenitrice migliaia di anno or sono.
Nella decadi in cui la cannabis era fuori legge ed i suoi consumatori, di pari passo, venivano considerati come criminali, un numero innumerevole di piante di cannabis vennero coltivate all’interno di innumerevoli grow rooms. In quel periodo la comunità di coltivatori osservò attentamente le razioni che la pianta sviluppava in varie condizioni e determinò come alcuni tipi di piante si comportassero e di cosa avessero bisogno. Durante questo periodo, centinaia di varietà vennero coltivare più o meno professionalmente per poi essere successivamente reincrociate.
In quelle condizioni non sussisteva né lo spazio né il senso per approfondite analisi genetiche- Nonostante ciò, ai giorni nostri, conosciamo abbastanza bene come far crescere piante aromatiche di bella ed alta qualità e con i loro superbi effetti. La tassonomia della cannabis potrebbe venire riformata a breve termine, ma la crescita fisica delle piante, chiamate oggi dai grower Cannabis indica, Cannabis sativa e Cannabis ruderalis , non cambierà. Per questo motivo ci atterremo a queste divisioni che sono molto diffuse nella comunità dei coltivatori
CANNABIS SATIVA
La cannabis Sativa si distingue per la sua altezza più sviluppata, in preparazione- sino 3-4 metri in outdoor; a seconda della varietà e per le foglie più sottili. Le foglie sono sottili e appuntite; i fior, comparati alle Indiche, sono più stretti e lunghi. La varietà Sativa arriva a maturazione alcune settimane dopo la varietà indica e Ruderalis ed ha bisogno di maggior quantità di luce. Cioè è dovuto evidentemente alle sue origini, in località del pianeta che sono calde e soleggiate praticamente tutto l’anno. Le piante sative crescono abbastanza rapidamente e continuano a crescere anche nella fase di fioritura.
CANNABIS INDICA
La Cannabis indica si differenzia dalla Sativa grazie alla sua taglia minore alla foglia di forma più tozza e ad un colore leggermente più scuro. A seconda della varietà, le piante Indiche raggiungono un’altezza di 1,8 metri. Dopo essere entrate nella fase di fioritura, non crescono rapidamente come le Sative, aspetto che le rende più congeniali per una coltivazione indoor. Giungono a maturazione alcune settimane prima. Le foglie sono forti, con venature più pronunciate. La produzione di resina è maggiore ed il profumo più intenso.
CANNABIS RUDERALIS
La cannabis ruderalis è di altezza minore, produce più foglie e contiene molto meno THC. A differenza delle altre due specie descritte in precedenza, la Ruderalis fiorisce indipendentemente dal ciclo di luce. Mentre le Indiche e le Sative, per produrre le infiorescenze, necessitano di almeno undici ore di buio durante la giornata, le Ruderalis cominicano a formare fiori in relazione all’età della pianta. Le infiorescenze iniziano ad apparire qualche settimana dopo la semina. L’importanza di questa differenza verrà esaminata nei successivi appuntamenti
IBRIDI
La maggioranza delle varietà disponibili per la coltivazione sono il risultato di incroci delle qualità di cannabis appena menzionate. Varietà ibride possono essere in maggioranza sative, in maggioranza indiche o un equilibrio di entrambe.
FASI DI SVILUPPO DELLA PIANTA
In maniera di evitare ogni confusione, ora dobbiamo definire alcune espressioni che verranno adottate nei successivi capitoli. È necessario ricordare le fasi di sviluppo attraversate dalla pianta e quali siano gli eventuali nomi alternativi di queste fasi.
FASE EMBIRONALE
Intensa divisione cellulare e crescita del citoplasma che luogo durante il germogliare o in zone nelle quali la pianta ha subito dei danni ( come essere spezzata o tagliata per ottenere le talee/coloni)
FASE VEGETATIVA= FASE DI CRESCITA
Il seme comincia a germogliare e continua nel pieno sviluppo degli organi vegetali( foglie, steli, etc) Durante la fase vegetativa solo la riproduzione non sessuata della pianta è possibile, ad esempio tramite le talee.
Cannabis sativa e indica sono in grado di mantenersi nella fase vegetativa per diversi anni. Prerequisito è mantenere lunghi periodi di luce. Nel caso di coltivazione indoor, questo significa approssimativamente 18 ore di luce/ 6 ore di buio. Con questo fotoperiodo, le piante non cominciano la maturazione (non creano orni sessuali- i fiori).
La Cannabis Ruderails è d’altro canto un pianta neutra, che può cioè fiorire in modo indipendente dal fotoperiodo. La transizione alla fase adulta è in base all’età della pianta. Proprio grazie a questo fattore è stato possibile riprodurre strains autofiorenti.
LA FASE DI CRESCITA SI DIVIDE ULTERIORMENTE IN:
- Fase di allungamento- il volume delle cellule e la parete cellulare aumentano. Le cellule si allungano ed il loro tasso di divisione decresce in proporzione. Si creano i grandi vacuoli centrali.
- Fase di differenziazione- Le cellule cominciano a separarsi in differenti tipi con funzioni specifiche. La dimensione e la forma finale possono essere distinte ( possiamo riconoscere le foglie i rami, etc. )
MATURITÀ= FASE DI FIORITURA
La pianta comincia a generare organi riproduttivi ed in seguito diventa capace di riprodursi sessualmente- i fiori sono formati. L’età adulta arriva nel momento in cui gli organi sessuali sono pianamente maturi.
IL GENERE DELLE PIANTE DI CANNABIS
La cannabis è una pianta dioica, il che significa che ogni suo individuo produce esclusivamente fiori maschili o fiori femminili. I fiori maschili contengono il polline. Se il polline raggiunge i fiori femminili questi ultimi produrranno i semi. Soltanto in maniera occasionale nelle piante di cannabis con alto contenuto di THC potremo trovare individui monoici-ermafroditi.
In questo caso, piante femmine producono anche fiori maschili. L’ermafroditismo è comune in diverse varietà con un basso contenuto di THC, queste varietà sono coltivate principalmente in campo per la loro fibra.
Nelle varietà più potenti l’ermafroditismo risulta raro, ma se accade, normalmente è dovuto alle difficili condizioni di crescita. I produttori di semi femminizzati forzano intenzionalmente le piante femmine alla produzioni di fiori maschili e di questo argomento parleremo più avanti.
COME DISTINGUER EI MASCHI DALLE FEMMINE
Ci sono diversi metordi per determinare se una pianta sia maschio o femmina, ma ne esiste solo uno affidabile al 100% ed è quello di attendere sino a quando la pianta comincia mostrare distintamente i suoi fiori.
I fiori maschili cominciano ad apparire in anticipo ed hanno una forma ovale allungata. In seguito, i fiori sono raggruppati in grappoli e quando la maturità irrompe si aprono e rilasciano il polline. Il primo segnale per riconoscere le infiorescenze femminili è il germogliare dello stigma, in forma di peletti bianchi, il cui numero incrementa gradualmente. In prossimità dello stigma comincia a svilupparsi un cerchio di fiori.
QUALI SOSTANZE TROVIAMO NELLA CANNABIS
Le piante di cannabis contengono un totale di 1269 sostanze conosciute, di queste 144 sono cannabinoidi, 150 terpeni e 50 flavonoidi. Il risultato della combinazione di queste sostanza crea lo specifico aroma e l’effetto medico unico e psicoattivo della cannabis sul nostro corpo. Mentre i terpeni, i terpenoidi ed i flavonoidi si possono trovare in molte altre piante, i cannabinoidi fanno parte del regno della cannabis. Cannabinoidi e terpeni sono metaboliti secondare della pianta e riscontriamo il loro contenuto maggiore nella resina di cannabis.
CANNABINOIDI
THC- delta-9-tetraidrocannabinolo- è il principale e più abbondante composto psicoattivo presente nella maggioranza delle varietà. I suoi effetti dipendono dalla qualità consumata e, a partire da piccole dosi ì, cominciano con buon umore, sino ad arrivare ad allucinazioni, condizion motorie compromesse, riduzioni dell’attenzione e problemi delle funzioni mnemoniche con dosi più alte.
Dal punto di vista medico, il THC ha un interessante effetto analgesico neuroprotettivo e di alterazione dell’umore. Stimola l’appetito e può essere dunque utilizzato in questi casi. Può essere anche adottato per allontanare nausea e crampi. Queste proprietà sono apprezzate specialmente dai pazienti che seguono trattamenti chemioterapici o che si sottopongono a radiazioni.
Non tutti sono a conoscenza del fatto che nelle piante di cannabis i cannabinoidi sono presenti sotto forma acida. Nelle piante appena raccolte il THC si trova sotto forma acida e chiamo THCa. Per trasformare THCa in THC bisogna far seccare i fiori delle piante o scaldarle, grazie alla reazione chimica chiamata decarbossilizzazione. Se si mangia la pianta di cannabis crusa, i suoi effeti psicoattivi rimarrano molto minori e si potrebbero generare dei dolori alla pancia.
CBD-cannabidiolo- si trova in tutte le piante di cannabis, esattamente come il THC. La ricerca sulle qualità di CBD presenti durante le varie fasi di sviluppo della pianta è ancora in fase di espansione, come del resto quella sugli effetti del CBD sul corpo umano.
Al momento, sappiamo che: il CBD viene sintetizzato dalla pianta precedente rispetto al THC. Mentre la qualità di CBD sulla pianta continua a crescere, la qualità di THC raggiungerà un apice in un determinato momento e dopo di che comincerà a decrescere. Il CBD può rappresentare da 0 al 95% dei cannabinoidi presenti sulla pianta. Il fattore più importante, in termini di qualità di THC e di CBD nelle piante essiccate, è il momento della raccolta. Per maggiori quantità di THC è necessario raccogliere la pianta al suo apice di maturazione. CI riferiamo a questa fase col nome di maturità ottimale e ci ritorneremo in seguito. Per ottenere la massima quantità di CBD la procedura migliore è di raccogliere la pianta quando è già oltre la maturazione, considerando che la quantità di CBD cresce dopo la fase di maturità ottimale.
LIVELLO DI CANNABINOIDI
Il CBD non è considerato sostanza psicoattiva nel senso che non produce dipendenza e non induce stati di alterazione mentale. Rispetto al THC, il CBD agisce in maniera abbastanza differente sui recettori cannabinoidi umani (recettori CB). Ha un leggero effetto sedativo, da sollievo dai crampi, ha effetti antinfiammatori, aiuta a sedare la nausea, elimina la crescita di cellule tumorali ed è stato testato nel trattamento della schizofrenia e della sclerosi multipla.
L’interazione fra CBD e THC riveste una grande importanza. Il CBD amplia e modula gli effetti del THC, protrae il senso di euforia e pallia il sentimento di ansia che alcuni consumatori di THC sperimentano con diverse intensità. Allo stesso tempo il CBD riduce l’appetito causato dal THC. L’interazione delle sostanze contenute nella cannabis, THC e CBD inclusi, è ancora al centro della ricerca. Tuttavia è ormai certo che cambiare il loro equilibrio, porti a produrre effetti differenti, non solo a livello di psiche dell’individuo, ma anche nella cura delle malattie. Così, se da una parte nel trattamento dell’ansia selezioneremo strains o preparazioni con un’altra percentuale di CBD ed una minima percentuale di THC, nel trattamento della manza di appetito selezioneremo esattamente il contrario. In termini molto generali, possiamo dividere la ratio tra THC e CBD in tre gruppo
- Un livello maggiore di THC rispetto al CBD
- Un Equilibrio fra THC e CBD
- Un livello maggiore di CBD rispetto al THC
Grazie alle scoperte riguardo i due principali cannabinoidi della cannabis, sia fra i pazienti che tra i consumatori ricreativi, sta crescendo l’interesse per strains con diverse concentrazioni di CBD e THC. È possibile trovare sul mercato sempre maggiori varietà con un equilibrio maggiore o minore di questi cannabinoidi, mentre nel passato l’enfasi era tutta appannaggio di varietà con alti contenuti di THC.
CBG-cannabigerolo- non è una sostanza psicoattiva, inibisce la crescita cellulare e stimola la crescita ossea. È stato dimostrato essere adottato per il trattamento del carcinoma del midollo osseo, delle ulcere varicose e del fuoco di Sant’Antonio. Probabilmente è impossibile ottenere genetiche con un livello di CBG simile a quello di THC o di CBD, perché il CBG è il precursore principale di tutti i cannabinoidi. Il che significa che si trasforma in THC, CBD, CBC etc e che, come CBG, nella pianta ne rimane solo una piccola quantità.
CBN-cannabinolo- non è prodotto direttamente dalla pianta durante la crescita e fioritura, ma si forma dalla degradazione del THC. Il minore contenuto di CBN si trova nelle piante appena raccolte. Seccare e conservare le piante in maniera non corretta può incrementare il CBN e detrimento del THC. Il Contenuto di CBN può essere ridotto con una lenta e corretta essiccatura (dentro un luogo scuro e ben ventilato con una temperatura dai 15-18 °C) e con una conservazione appropriata (buio, fresco e in condizioni ermetiche). Al momento l’utilizzo del CBN in medicina non ha riscontri significativi.
CBC-cannabicromene- non ha effetti psicoattivi diretti , ma nonostante ciò le ricerche sui suoi impieghi sono ancora poche.
THCV- tetraidrocannabivarina- ha un potente effetto antinfiammatorio, ma nonostante ciò le ricerche sui suoi impieghi sono ancora poche.
THCa- tetraidrocannabinolo acido- è un leggero analgesico con effetto calmante che viene utilizzato come antispasmodico. Questo acido si trova esclusivamente nella cannabis fresca/cruda ed è impossibile consumarlo solo attraverso cibo non cucinato o in applicazioni topiche. Nel processo di essiccamento, nel fumo o nella vaporizzazione il THCa si trasforma in THC.
Delta-8-tetraidrocannabinolo- Comparativamente è un cannabinoide di recente scoperta, che si differenzia leggermente dal suo parente delta-9- traidrocannabinolo. Esistono poche informazioni su questa sostanza, tuttavia vi si suppone possa essere leggermente meno psicoattivo e che possa quindi venire adottato contro l’ansia.
TERPENI
I cannabinoidi hanno molti usi interessanti, ma sono alquanto privi di sapore. Se pensavate che il caratteristico aroma della cannabis fosse dovuto a qualche cannabinoide, beh, vi stavate sbagliando, come tante altre persone. IL sapore e l’aroma della cannabis sono il risultato di un mix unico di terpeni, molti dei quali si possono trovare in altre piante. I terpeni hanno una loro ampia gamma di effetti positivi sulla salute umana, sia a livello fisico che mentale. I terpeni presenti più ampiamente nella cannabis sono il mircene, il pinene, il limonene, il linalolo, il cariofillene e l’eucaliptolo. Il mircene si trova in randi quantità nel mango e nel luppolo, il pinene è caratteristico del pino, il limonene del limone, il linalolo della lavanda, il cariofillene del pepe e dei chiodi di garofano e l’eucaliptolo, naturalmente dell’eucalipto.
I terpeni influenzano il sapore e l’aroma della cannabis in tale misura che numerose varietà hanno acquisito il proprio nome dall’origine del frutto nel quale i terpeni si trovano più frequentemente-
Una diversa presenza ed un diverso equilibrio fra i terpeni, chiamato il profilo terpenico, rappresenta la principale differenza di percezione sensoriale rispetto ad ogni singola varietà. In aggiunta, sembra che i terpeni modifichino gli effetti dei cannabinoidi ed è certo che essi svolgano un’influenza apprezzabile sugli effetti terapeutici complessivi della cannabis.
GLI EFFETTI DEI TERPENI Più ABBONDANTI NELLA CANNABIS
Alfa-pinene: si trova negli aghi di pino, nel rosmarino, nel basilico, nell’aneto e nel prezemolo. Mitiga leggermente gli effetti del THC, aiuta a trattare l’asma, l’ansia e il dolore. Evapora alla temperatura 155°C
Mircene: si trova nel mango, nel timo, nel luppolo e nella citronella. Ha effetti rilassanti e lievemente sedativi. Il mircene è utile nell’insonnia, contro il dolore e le infiammazioni. Evapora alla temperatura di 167°C.
Limonene: principalmente è conosciuto per essere un componente degli agrumi. Lo si trova anche nelle bucce, nel ginepro, nella menta e nel rosmarino. Varietà che produco quantità significative di limonene hanno un aroma ed un gusto fortemente citrici. Questo terpene diminuisce il livello di stress e stimola l’umore. Evapora alla temperatura di 178°C.
Cariofillene: si trova nel pepe, nei chiodi di garofano e nella cannella. Aiuta a alleviare il dolore, attenua la depressione e l’ansia e aiuta nel trattamento di ulcere. Evapora alla temperatura di 198°C.
Linalolo: è il principale ingrediente della lavanda alla quale conferisce il suo aroma specifico. È ottimo contro l’ansia, la depressione, l’insonnia, le infiammazioni e il dolore. Evapora la temperatura di 198 °C.
Umulene: si trova nel luppolo del coriandolo nei chiodi di garofano e nel basilico. Procura alla cannabis un odore terroso di luppolo ed ha proprietà antinfiammatoria. Evapora le temperature di 166 °C.
Ocimene: terpene molto diffuso che si trova nella menta peperita, nel prezzemolo, nel pepe, nel mango e nelle orchidee. È un antimicotico, antisettico ed ha effetti antibatterici ed antivirali. Evapora alla temperatura di 50°C.
Terpinolene: può essere trovato nella noce moscata, nelle conifere, nelle mele e nel cumino. Ha proprieta antiossidanti, antibatteriche ed antimicotiche. È Anche un lieve sefativo. Evapora alla temperatura di 186°C
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