In questo articolo andremo a delineare i problemi e le soluzioni per i prodotti a base di Olio al CBD. Purtroppo molti prodotti non sono quello che dicono di essere.
QUALI SONO I PRINCIPALI PROBLEMI DELL’OLIO AL CBD CHE SI TROVA IN COMMERCIO?
Il CBD ha delle proprietà meravigliose, sappiamo che è stata testata in trial clinici nella forma di Epidiolex e sembra funzionare veramente molto bene. Inoltre anche ad alte concentrazione non risulta tossica per l’organismo. Si prospetta quindi un grande futuro per il CBD
Generalmente il problema principale del prodotto che assumiamo non è CBD puro, in forma di polvere, ma lo consumiamo sotto forma di un prodotto. Questo significa che qualcuno ha acquistato o prodotto del CBD utilizzando composti chimici per l’estrazione. In pratica non parliamo più di CBD puro, ma di un prodotto finito.
Infatti il problema più grande con i prodotti a base di CBD è sapere da dove proviene il CBD. Oltre tutto non conosciamo cosa ci sia dentro il prodotto finito.
Siamo quindi dinanzi un problema di analisi chimiche. Come facciamo a sapere se i dati riportati nelle etichette dei prodotti sono veritiere ? Per rispondere alla domanda possiamo guardare ad alcuni studi condotti sull’Olio al CBD. Infatti gli studi ci dicono che su 46 prodotti a base di CBD la maggior parte riscontrerà una serie di problemi
I problemi più evidenti sono legati al reale contenuto di cannabinoidi contenuti nel prodotto. Spesso i dati in etichetta non sono corretti. Oltre tutto, sono presenti agenti contaminanti che per le persone che seguono una cura al CBD possono risultare nocivi. Sicuramente si deve migliorare la qualità e la sicurezza sui i prodotti a base di CBD.
Ma quali sono i problemi con gli agenti contaminanti? Pensiamo ai metalli pesanti e i pesticidi che si depositano durante le operazioni di estrazione; i solventi non rimossi; oppure tutti i batteri che possiamo trovare nei prodotti.
CI SONO MOLTI PRODOTTI SUL MERCATO CHE NON SONO QUELLO CHE DICONO DI ESSERE
Questo ci riporta a una domanda fondamentale: “Da dove proviene la cannabis che utilizziamo per scopo medico?” Quindi la prima cosa da fare è conoscere la provenienza della materia prima. La seconda è sapere se i dati riportati in etichetta siano reali.
Se si utilizza un olio al 5% di CBD e si scopre che quel prodotto non è altro che olio di oliva? questa non è soltanto truffa, ma risulterebbe nocivo per chi utilizza il CBD per scopi medici. Scambiare un prodotto per quello che non è ha delle ripercussioni per chi soffre di patologie gravi, non solo economiche ma anche a livello medico. Un paziente che soffre di cancro non può curare i propri dolori con un semplice olio d’oliva.
In questo caso parliamo di doppia truffa. di conseguenza la salute del paziente potrebbe peggiorare. Questo è l’elemento del nascente mercato del CBD che personalmente mi fa rabbia. Penso che ci possa essere una soluzione migliore per controllare la qualità dei prodotti. Assicurare che i prodotti disponibili siano affidabili è fondamentale e dovrebbe essere tutelato da sanzioni
Stiamo chiudendo i centri di produzione che non lavorano bene ? Stiamo controllando che i laboratori facciano le cose giuste? Penso che ci sia ancora ampio margine di miglioramento in questo settore.
Ciò nonostante, nel mercato esistono anche prodotti al CBD di altissima qualità. Solitamente vengono sottoposti a Trial clinici e riportano le esperienze di diversi pazienti
