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Cannabis e salute mentale

In Italia più di due milioni e mezzo di persone soffre di depressione. I disturbi sono causa dello stile di vita della modernità. Sono tantissime le relazioni tra cannabis e salute mentale che associano il consumo cronico con cambiamenti indici della salute mentale. Quando parliamo di salute mentale parliamo del well-being (letteralmente, lo star bene). Meta-analisi hanno suggerito un collegamento tra un forte uso di Cannabis e la depressione. Quali sono gli studi sulla salute mentale più influenti del periodo

Studio della Washington State University di Pullman…

Un team di ricercatori dell’Università di Pullman ha voluto dimostrare la capacità della cannabis di alleviare i cosiddetti “disorders” legati ai sintomi di ansia, stress, panico e malcontento. Questi stati d’animo, purtroppo, sono gli stessi contro cui molti di noi combattono quotidianamente.

Gli scienziati hanno cercato di dimostrare come diverse concentrazioni di CBD e THC influenzino questi stati d’animo restituendo all’organismo una sensazione di benessere.

Realizzato su un campione di circa 1.400 persone affette da questi disturbi. Il campione selezionato avrebbe dovuto fare uso di cannabis per poi rispondere a una serie di domande su un’app che permetteva di quantificare, su una scala da 1 a 10, i loro stati d’animo.

Si parla in questo caso di “esame naturalistico”. Questa metodologia ha permesso ai ricercatori di osservare le risposte dei partecipanti nella vita reale e non negli ambienti asettici di laboratori o ambulatori.

Le risposte messe a confronto sono state più di 12.000 e da queste è emersa una certezza. Rispetto a studi precedenti nei quali era impiegato solamente il THC, con questo studio più recente si è dimostrato come l’utilizzo di cannabis ad alto contenuto di CBD e basso in THC ha ridotto significativamente le condizioni di ansia, depressione e stress.

Dopo l’uso di cannabis, i pazienti hanno percepito una diminuzione pari al 50% della depressione e al 58% di ansia e stress.

Lo studio dell’Università di San Paolo

Come nello studio precedente, anche in questo secondo caso i ricercatori si sono appoggiati a un’applicazione per smartphone chiamata “Releaf App”. L’app in questione ha permesso di monitorare gli effetti causati dalle diverse quantità e fenotipi di cannabis.

Questo studio, meno imponente a livello numerico, è stato condotto su 27 volontari, in questo caso però “sani”, che ricevevano 300mg di CBD trenta minuti prima della registrazione del test. Anche da questi risultati è emerso che il CBD può essere utilizzato con successo per trattare i sintomi di ansia e depressione, e (attenzione!) senza alterare il normale ciclo del sonno dei pazienti.

Questo è il punto fondamentale, la cannabis, infatti, permette di ottenere gli stessi risultati previsti da farmaci quali ansiolitici o antidepressivi ma escludendo tutti gli effetti collaterali che questi comportano.

Ansiolitici e antidepressivi sono come dei sedativi per il sistema nervoso. Infatti, più che guarire il disturbo, lo sopprimono momentaneamente. Inoltre, è importante sottolineare che questi farmaci possono aiutare in un primo periodo, ma se la cura dovesse dilungarsi troppo, c’è il rischio di aumentare la vulnerabilità alla ricaduta nel momento dell’interruzione.

Al contrario, la cannabis per curare l’ansia, la depressione e lo stress non attenua le conseguenze ma risolve il problema alla radice. Il sistema endocannabinoide è responsabile di funzioni e processi come la riproduzione, la memoria, l’appetito, l’umore e anche il sonno.

Il CBD, agendo sul sistema, riequilibra i cicli biologici che per cause esterne sono alterati. Non fa altro che permettere all’organismo di fare ciò che dovrebbe se fosse in perfetta forma. Tra i benefici del CBD, essendo un prodotto naturale, c’è proprio quello di riequilibrare un organismo stressato.

La cannabis come risposta per la salute mentale

La cannabis per curare l’ansia, la depressione e lo stress è un valido alleato per tutti coloro che soffrono di questi disturbi. La tecnologia sta oggi mutando il settore della cannabis e gli scienziati stanno conducendo sempre più test per portarlo a un livello scientifico mai visto in precedenza.

Troppi consumatori si affidano al falso mito per cui maggiore è il contenuto di THC, meglio è. Come hai potuto vedere, gli studi appena analizzati hanno dimostrato che un elevato contenuto di THC può addirittura portare a effetti negativi.

Al contrario, è il CBD ad essere determinante, permettendo di potenziare gli effetti positivi di basse concentrazioni di THC, annullando contemporaneamente gli effetti negativi.

In questo senso è illuminante la popolarità che sta assumendo la cannabis legale in tanti paesi, compresa l’Italia, perché permette di combattere quelli che potremmo definire come i mali del Ventunesimo secolo: ansia, depressione e stress cronico.

Le nostre generazioni vivono una vita che somiglia più ad una corsa ad ostacoli e non abbiamo mai il tempo di fermarci a riflettere, cosa che inevitabilmente ci procura ansia e stress. La cannabis legale ci da quindi una possibilità di evadere e rilassarci in tutta sicurezza.

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